Sulla ciclopedonale dei Morti servono chiarezza, verifiche e interventi concreti. Prima, però, è necessario rimettere in ordine anche la cronologia
La situazione della ciclopedonale dei Morti, nel tratto compreso tra il cimitero di Ponte Caffaro e Montesüello, è tornata all’attenzione pubblica attraverso la stampa locale.
Ed è giusto parlarne, perché quando si affrontano dissesti idrogeologici e possibili situazioni di rischio non siamo davanti a una semplice questione burocratica: si parla di sicurezza, abitazioni, famiglie e tutela del territorio.
Ma prima ancora di entrare nel merito degli interventi, c’è un punto che merita di essere chiarito. Anzi, basta guardare il calendario.
Nel ricostruire la vicenda, la Sindaca ha richiamato responsabilità riconducibili alla precedente Amministrazione.
Peccato che l’ordinanza di chiusura totale della ciclopedonale richiamata in questa stessa vicenda sia datata 18 novembre 2025.
L’attuale Amministrazione è in carica dal giugno 2024.
Dunque, a meno che nel frattempo non sia cambiato anche il calendario, nel novembre 2025 ad amministrare il Comune di Bagolino non era la precedente Amministrazione. Era quella attuale.
Non è una questione di interpretazioni politiche. Sono date.
E proprio l’ordinanza del 18 novembre 2025 dispone la chiusura totale della pista ciclopedonale “per interventi di verifica e messa in sicurezza dei versanti”, con decorrenza immediata e fino alla revoca del provvedimento.
Per questo diventa difficile comprendere perché, parlando oggi di quella chiusura, si continui a riportare il discorso alle responsabilità di chi amministrava prima.
Le Amministrazioni precedenti possono certamente avere le proprie responsabilità, e nessuno intende cancellarle. Ma un provvedimento firmato nel novembre 2025 appartiene amministrativamente e politicamente al periodo dell’attuale maggioranza.
Questo non significa attribuire alla Sindaca la causa del dissesto. Sarebbe una semplificazione altrettanto sbagliata.
Significa però una cosa molto diversa e molto precisa: dal momento in cui l’attuale Amministrazione dispone la chiusura per verificare e mettere in sicurezza il versante, è legittimo chiedere che cosa abbia fatto successivamente per affrontare il problema.
Ed è qui che la questione diventa concreta.
Quali verifiche sono state effettuate dopo il 18 novembre 2025?
Sono stati conferiti incarichi a geologi o ad altri professionisti competenti?
Esistono relazioni tecniche successive all’ordinanza?
Sono stati programmati interventi di pulizia, disgaggio o messa in sicurezza?
Quali interlocuzioni sono state avviate con Regione Lombardia e con gli altri enti competenti?
E soprattutto: quali sono oggi i tempi previsti per affrontare la situazione?
Sono domande tanto più importanti perché nelle vicinanze dell’area interessata dal distacco si trovano anche abitazioni.
Su una materia di questo tipo non servono rassicurazioni generiche. Servono atti, valutazioni tecniche e un percorso comprensibile anche per i cittadini.
Il tema dei finanziamenti
C’è poi un secondo capitolo che merita altrettanta chiarezza: quello delle opportunità di finanziamento per la sistemazione dei dissesti idrogeologici.
Nel 2024 Regione Lombardia ha aperto il Bando Dissesti 2024, rivolto anche ai Comuni montani e destinato al finanziamento di opere di difesa del suolo, sistemazione dei dissesti idrogeologici e dei versanti.
Il consigliere Eliseo Stagnoli aveva già portato all’attenzione dell’Amministrazione questo tema nel 2024, con particolare riferimento alla situazione di Cerreto basso, a Riccomassimo, successivamente affrontata anche durante il Consiglio comunale del 28 ottobre 2024.

Anche qui la richiesta della minoranza è molto semplice:
il Comune di Bagolino ha presentato domanda sul Bando Dissesti 2024?
Se sì, per quale intervento, per quale importo e con quale esito?
Se no, perché non è stata utilizzata quella possibilità?
Sono domande alle quali dovrebbe essere possibile rispondere con documenti e protocolli, senza bisogno di lunghe ricostruzioni sulle colpe di chi c’era prima.
Il passato non può diventare una delega permanente
Ogni nuova Amministrazione eredita problemi, pratiche incomplete, difficoltà e situazioni che vengono da lontano. È successo a chi ha governato prima e succederà a chi governerà dopo.
Ma esiste un momento nel quale il passato smette di poter essere utilizzato come spiegazione per tutto.
L’attuale maggioranza governa dal giugno 2024.
L’ordinanza di cui stiamo parlando è del novembre 2025.
Siamo nel 2026.
Per questo, davanti alla frase “non si può dire che non stiamo facendo niente”, la risposta della minoranza non vuole essere uno slogan contrario. È una richiesta molto più semplice:
mostrate cosa è stato fatto.
Gli incarichi.
Le verifiche.
Le relazioni.
Le domande di finanziamento.
I progetti.
I tempi.
Perché continuare a puntare il dito verso chi amministrava prima può essere un esercizio politico utile per qualche comunicato. Purtroppo non mette in sicurezza nemmeno un metro di versante.
La sicurezza di Ponte Caffaro, Riccomassimo, Cerreto, Bagolino e dell’intero territorio comunale merita qualcosa di più.
Merita chiarezza.
E, quando si parla di chiarezza, qualche volta è sufficiente iniziare dalle date.
